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January 22 "No, pè, nonesco, restoaccasa, stoappaciata..."Non dev'essere così:
non si può non essere all'altezza di qualcuno, nelle relazioni sentimentali!
Che i livelli culturali, sociali, esperienziali
(brutto termine, ma - almeno tra quelli elencati -
è il genere di livello meno giudicato, meno classista
e quindi più simpatico),
incidano sulle relazioni anchenonsentimentali,
è fatto lapalissiano
MA - mi chiedevo due giorni fa -
che tali livelli, tra due persone che per irrazionalizzabili più che irrazionali motivi si attraggono,
siano più o meno equivalenti o comunque inqualchemodo vicendevolmente stimolanti,
quanto conta? Quanto è determinante il confronto su quegli aspetti
o almeno la possibilità che ce ne possa essere uno, all’occasione!,
e quanto, invece, tutti questi canoni sono ottusi pregiudizî
…e l’unico livello che conta davvero è quello emozionale?
Della Realtà, me ne voglio fregare: quel che conta è la
Lealtà.
Mi viene in mente e non è la prima volta,
quindi “miritornimmente”
una scena che forse non ho mai visto davvero, ma forse anche si:
si rincorrono, nell'ordine e
in un tipico immaginario percorso chiuso quadrato
Lamù, Ataru (che forse va scritto con l’acca),
Shinobu (che forse c’ho azzeccato) e Mendo.
Chiaramente non si raggiungono mai,
o almeno mai dire mai fino alla fine della puntata.
Chiaramente ogni instancabile corsa verso il relativo oggetto del desiderio
disegna nuvolette grigie nell’inquadratura,
dal selciato calpestato e ricalpestato da tre su quattro di loro
fino ai piedini elegantemente svolazzanti della civettuola aliena dai capelli verdeblu;
nuvolette grigie di affanni diversi
(capriccioso quello di Lamù,
supplichevole quello di Ataru [ho controllato: non ci vuole, l’acca],
fiero quello di Shinobu [sisi, è giusto] e peculiarmente composto quello di Mendo),
ma pur sempre affanni.
Perché se non ci si affanna nel cercare quel che si desidera
o non lo si desidera davvero o non si sa molto vivere, secondo me.
Chiaramente nessuno di loro, nel rincorrere sempre qualcuno che rincorre qualcun altro,
si soffermerà mai a valutare (questa volta è proprio mai)
quante cose ci sarebbero da amare anche in chi lo insegue...
E mi pare pure bello, adesso!
Quanta pavidità c’è nel ragionare sull’amare?
Eppure mi piacerebbe se, a un certo punto di quest'inconcludente ma appassionata acchiapparella,
qualcuno si fermasse non per arrendevolezza
e si innamorasse incondizionatamente di chi, incondizionatamente, lo stava cercando, volendo, amando già...
Eccheccazz'.
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